24 febbraio 2012
di Maurizio Boscarol
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Agli articoli sono stati applicati i tag: berlusconi
27 gennaio 2012
di Maurizio Boscarol
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Cartucce
21 gennaio 2012
di Maurizio Boscarol
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Richiamati!
30 dicembre 2011
di Maurizio Boscarol
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In soccorso delle bisognose
14 novembre 2011
di Maurizio Boscarol
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Festeggiamo?
Ma poi, c’è da festeggiare? Intanto non è una gran festa che a cacciarlo siano stati praticamente i due di cui sopra, con il consesso bancario tutto, e non il popolo italiano (che lui infatti sta già ripetendo che non è stato sfiduciato, e, insomma, se la può ancora giocare).
E poi perché di fatto adesso lui ha ancora ampio potere di ricatto. In patria se non altro. Nell’attesa che la BCE diventi quello che dovrebbe essere, cioè anche un prestatore di ultima istanza (e c’ha ragione lui e i molti che lo sostengono, scusate). Se lo fosse stato, lui sarebbe ancora lì. Motivo in più per non rallegrarsene più di tanto.
Certo che gonfio, è gonfio, comunque…
10 novembre 2011
di Maurizio Boscarol
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Meglio saperlo prima
Nel presentare l’ultima vignetta colgo l’occasione, se non si vedesse, per segnalare che il sito è in rifacimento, sto usando per rapidità un tema pronto che sto provando a modificare. Nei prossimi giorni ci potrebbero essere malfunzionamenti, e qualche pagina del sito non è ancora migrata al nuovo design.
21 ottobre 2011
di Maurizio Boscarol
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Nomine
12 ottobre 2011
di Maurizio Boscarol
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Consigli da amici
8 ottobre 2011
di Maurizio Boscarol
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Siamo rimasti indietro
30 settembre 2011
di Maurizio Boscarol
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Fidanzate pericolose
Sarebbe Katwoman, per la verità. Ma ci siamo capiti.
10 settembre 2011
di Maurizio Boscarol
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Crolli
Seguendo ieri su RaiNews il monologo di Berlusconi ad Atreju, la festa dei “giovani di destra “ della Meloni, ho avuto un’impressione terribile. Lui gonfio, sul punto di esplodere, livoroso, con un solo bottone della giacca sul petto che lo stringeva. Ma soprattutto, l’incredibile sequela di immagini propagandistiche sulla sua lettura sul mondo, a dispetto del fatto che il mondo fuori stesse in quelle stesse ore crollando.
Nessun governo tecnico avrebbe potuto fare una manovra come quella, dice. E difatti lo spread è ancora aumentato, finendo sopra a quello della Spagna che è messa peggio di noi: se questo è il massimo che il governo può fare, siamo a posto. Un governo tecnico? Potrebbe tagliare la spesa, che questa manovra continua a far aumentare, anche se i giornali non lo scrivono. Non che muoia dalla voglia di essere governato da banchieri che hanno sbagliato tutto durante la crisi. Ma certo un governo che non taglia la spesa e alza solo le tasse non ha capito in che campo di gioco sta giocando.
Poi si dimette il consigliere tedesco alla BCE, contrario all’acquisto di titoli italiani (e non solo).
Nel frattempo in Egitto assaltano l’ambasciata israeliana e la Turchia, ormai fuori dall’Europa, si vendica troncando le relazioni con Israele e annunciando che scorterà la prossima nave di aiuti palestinesi. Io sono contento che arrivino gli aiuti. Mi spaventa un po’ di più l’affaire Israele-Turchia, che temo non finirà con la scorta alla nave.
Il tutto mentre Obama ha le sue belle difficoltà a far approvare il piano anti-disoccupazione e rischiamo di trovarci fra un anno a capo degli USA un texano contrario al metodo scientifico, filo-creazionista e anti-global warming, che crede di aver creato posti di lavoro (Krugman lo nega), un vero buzzurro, che davvero farà rimpiangere Bush.
Nel frattempo pare che nel nostro Palazzo, in piedi ancora per poco, tutti temano una richiesta di custodia cautelare per Berlusconi, dopo l’interrogatorio da “persona informata sui fatti” in programma martedì, dove, senza avvocati e senza rete, potrebbe trovarsi a dire o negare cose acclarate. In pratica, potrebbe trovarsi a mentire (non rispondere in questi casi equivale a mentire). In pratica, l’avvio di una guerra civile.
OPS: Aggiunta dell’ultimo minuto Infatti è riuscito a evitarlo, per ora. Se l’è proprio fatta sotto.
Questo spiega i toni di ieri. Elencando le sue virtù (non fuma, non balla, non gioca) non ha citato la castità. Non è un’omissione casuale, nonostante abbia ripetuto che il bunga-bunga è un po’ di relax dopo tanto lavoro. Come nei bordelli degli anni ’50, dove si invitavano anche i ragazzini per iniziarli. Le notizie di reato, da piccola malavita di antica provincia (è questo che stupisce di più: in fondo almeno Penati è accusato di classici reati da politico maneggione… questo si comporta invece come un boss mafioso votato all’autodistruzione), checché ne dica Ferrara, ci sono tutte. Da parte di uno che, sistemate con leggi ad personam le vecchie pendenze “pesanti”, quelle economiche, proprio non aveva bisogno di infilarsi con le sue stesse mani in un pantano del genere.
Comunque la colpa è della sinistra (che non ha nessuno che possa governare, of course) e dei giudici comunisti. Mentre l’acqua saliva, persino i giovani di Atreju, concedendogli come contentino che comunque viene attaccato sulla vita privata perché accuse politiche vere non gli si possono muovere (sigh), chiedevano tuttavia “come dev’essere secondo lui la vita privata di un politico”. Lì è stato chiaro. L’hanno capito tutti che si è giocato con le sue mani, persino loro. E’ stata questa la cosa più agghiacciante di ieri ad Atreju. Anche se applaudivano coreograficamente si davano dei risolini di soppiatto. Non ci crede più nessuno. Lo considerano il vecchio comico malato che si va a sentire di nuovo perché questa volta “potrebbe essere l’ultima”.
La Meloni stava valutando se il livello dell’acqua era tale da nuotare via e lasciarlo lì, a emettere le sue vuote bollicine. O non era acqua?
9 settembre 2011
di Maurizio Boscarol
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Non fughe
8 settembre 2011
di Maurizio Boscarol
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Una manovra seria
16 agosto 2011
di Maurizio Boscarol
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Si fa per dire, eh
10 agosto 2011
di Maurizio Boscarol
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Solo vantaggi
8 agosto 2011
di Maurizio Boscarol
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Come rendere un governo docile
15 luglio 2011
di Maurizio Boscarol
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Ma tuttavia cammina
10 luglio 2011
di Maurizio Boscarol
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Priapeide
5 luglio 2011
di Maurizio Boscarol
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E' ora di festeggiare
13 giugno 2011
di Maurizio Boscarol
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Venne il quorum
11 giugno 2011
di Maurizio Boscarol
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Spettri
8 giugno 2011
di Maurizio Boscarol
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Rimedi
1 giugno 2011
di Maurizio Boscarol
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Malaussène gli fa una pippa
17 maggio 2011
di Maurizio Boscarol
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Statuette
4 maggio 2011
di Maurizio Boscarol
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Mozione
28 aprile 2011
di Maurizio Boscarol
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Bunga-bunga-bungà
12 aprile 2011
di Maurizio Boscarol
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Meno Caimano, più De Sica
Un aspetto caratteristico della scelta di comunicazione politica del Silvione, mi pare non replicata da alcun concorrente, è quella di mettersi al centro di una storia dove lui è il protagonista, lotta contro il male, e noi (un noi ipotetico, eh…) ci identifichiamo nelle sue gesta, ridendo, godendo e penando per lui.
Di politico c’è poco. Quasi sempre, infatti i temi politici sono espunti dal discorso. Si tratta di temi che contano perché incidono su di lui, sulla sua battaglia, sul suo personale percorso. Prima ancora delle posizioni di destra estrema, della visione reazionaria (che potrebbe avere per esempio la Lega, l’unica che fa politica oggi in Italia), il metodo di Berlusconi è di autoriferirsi tutto. Tutto quello che conta per i cittadini, conta perché conta prima di tutto per lui. Altrimenti non conta. Se non ci è coinvolto lui, non conta. Se ci è coinvolto lui, allora, tramite suo, ce ne possiamo occupare, parteggiando naturalmente per l’eroe.
La casa di Lampedusa in fondo è questo: me ne occupo io, al punto che ci compro anche casa. La giustizia: uguale. Non conta che non ci siano risorse o i processi siano lenti, conta che le intercettazioni non devono essere prove, che il PM è cattivo, ecc. Conta il suo punto di vista, che come in ogni film è anche il nostro.
Probabilmente ci sono almeno due ragioni per questa scelta narrativa. La prima è che non poteva fare altrimenti: diventare l’eroe di una storia, presentarsi come eroe che lotta contro il male, è l’unico modo per far accettare ad un ampio pubblico le vicissitudini di uno che ha tali e tante pendenze giudiziarie che se fosse percepito con meno empatia, verrebbe giudicato un delinquente e basta. L’identificazione emotiva come modo per far superare il giudizio morale, insomma, per spostarlo su un piano non fattuale.
La seconda ragione è “pedagogica”. Imbastire la narrazione popolare di cui lui è protagonista unico, contro i poteri occulti e invisibili di uno Stato oppressore, incarnato di volta in volta da questo o quel nemico concreto (D’Alema, piuttosto che Prodi, piuttosto che il PM di Milano, poco cambia il senso) è un modo per semplificare i concetti ad uso di un pubblico che altrimenti non capirebbe. Da sempre, d’altronde, le storie sono usate come meccanismi semplificatori. Quindi, un pubblico che i tecnicismi dei processi e dei reati non li capisce, né capisce le complessità dei meccanismi parlamentari, delle leggi, delle tasse, capisce meglio la semplificazione fornita dal suo punto di vista narrativo in questa storia di lotta contro tutto e tutti.
C’è forse da sorprendersi che il giochetto riesca, lui che è tutto meno che un isolato che lotta contro tutti (fa parte del gioco farsi percepire così, tanto che persino Giuliano Ferrara ha finito per crederci, o per fingere di crederci, non so), ma piuttosto il terminale e dominus di un apparato di potere che ha saputo ben coagulare.
Meno sorprendente è che i toni della narrazione non sono quelli che crede parte della sinistra, che vede con cupore i rischi di, che ne so, guerra civile, complotto massonico e di anti-stato ai danni dello stato. No, i toni della narrazione sono quelli della farsa scollacciata. Ho il sospetto che la sinistra (in particolare: l’opposizione di centro o di destra mi pare che capisca meglio questo aspetto) non riesca a vedere serenamente che quello che viene giudicato imbarazzante è proprio parte dello stile narrativo scelto. Opporvi visioni cupe alla “Caimano” serve solo a scavare un fossato con il frame interpretativo degli elettori di destra. Che si allontaneranno sempre più da un’interpretazione che per loro è già lontanissima. Loro vedono la storia di Berlusconi come un “Vacanze di Natale in Tribunale contro i Poteri occulti”, invece che come il “Caimano”.
Non conta cosa sia. Ma quella è la sintonia, quello è il linguaggio. Con quel tipo di interpretazione bisogna fare i conti.
E con l’uomo politico che è parte della narrazione: nemmeno Vendola arriva a tanto. A sinistra son tutti demiurghi, mai eroi eponimi. Solo Di Pietro ha adottato in parte lo stesso schema, il contadino Sancho Panza che lotta contro i Mulini a Vento dell’ingiustizia… E invece questa personalizzazione pazzesca è proprio il punto cruciale della propaganda silviesca. Dopo di lui, quindi, che succederà? E quanto è appropriato, in democrazia, avere governanti che sono visti come eroi popolari (e il punto vale per i vari Castro, Chavez, Lula… democrazie per modo di dire o neanche quello, ma che a sinistra piacciono stranamente tanto)?
6 aprile 2011
di Maurizio Boscarol
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Ricordati di noi
31 marzo 2011
di Maurizio Boscarol
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Onestamente...
29 marzo 2011
di Maurizio Boscarol
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Tirchio
Anche oggi sul futurista.
A proposito della faccenda della signora aquilana, ho scritto anche una cosetta, dal tono meno scherzoso: le balle e l’arte del consenso. A chi si riferirà?
23 marzo 2011
di Maurizio Boscarol
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Due piccioni con una fava
21 marzo 2011
di Maurizio Boscarol
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Preoccupazioni
Sul novissimo Il futurista!
Un fior di professionista
24 febbraio 2011
di Maurizio Boscarol
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Sempre in forma
21 febbraio 2011
di Maurizio Boscarol
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Luci ad Arcore
19 febbraio 2011
di Maurizio Boscarol
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Esagerazioni
Tre giudici
28 gennaio 2011
di Maurizio Boscarol
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Incompatibile
Cioè, stiamo parlando di un partito (il PDL) che vede i vertici indagati per reatini relativi ad appalti pubblici, a soldi, a banche, i cui ministri si precipitano a tirar fuori una carta che avevano lì da più di un mese, ottenuta non si sa per quali vie, nelle quali l’unico cognome è pure sbagliato (Tulianni), nel momento esatto in cui serviva al capo, con un ministro che si era dimesso per una casa compratagli a sua insaputa, con un battage mediatico senza fine da parte di due quotidiani, un settimanale, tre tv private e un tg pubblico che rispondono direttamente al capo a martellare su questa questione nel momento esatto in cui c’è da sviare l’attenzione da presunti reati sessuali e concussione a carico del capo stesso.
E noi. Siamo qui. A parlare. Di Montecarlo. L’unico “peccato” (peraltro senza coinvolgimento di soldi o beni pubblici) che l’armata sia riuscita in questi mesi ad attribuire a Fini (a meno che altri non si possano dire perché coinvolgerebbero anche il capo: il che non sposta di una virgola il problema). Bene. Se lo stiamo facendo, vuol dire che l’opera di sviamento dell’attenzione è riuscita. Al di là della più o meno grande fessaggine di Fini: e non so se è più grande la storia (del tutto irrilevante, per me: se andiamo nei partiti a vedere, ne troviamo centinaia si cose così) del cognato, o il fatto che abbia dichiarato (che bisogno ne aveva?) di volersi dimettere in caso si dimostrasse, eccetera.
Ora, però: se si vuol far la guerra al nano, eh, be’, bisogna armarsi di un po’ di furbizia in più, secondo me, per compensare almeno un po’ la sproporzione di mezzi. O c’è qualcosa che io non so?
25 gennaio 2011
di Maurizio Boscarol
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Aiuti alle bisognose
21 gennaio 2011
di Maurizio Boscarol
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E l'atmosfera si faceva elettrica
18 gennaio 2011
di Maurizio Boscarol
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Per semplificare la pratica
15 gennaio 2011
di Maurizio Boscarol
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I am a Rock (Hudson)
Pensateci: si circonda di ninfette, le paga, ma non ci fa sesso. I suoi fedelissimi sono damerini come Gianni Letta, Apicella, Lele Mora, Emilio Fede, per non dire di Signorini; ha un’ossessione per il trucco e l’aspetto fisico, ma si ostenta macho… Ora, io sarò anche tonto, ma non fino a questo punto. Silvio rivelati! Togliti un peso!
(vignetta per ffwbm)
Update: A quanto pare non sono l’unico a sospettare…
24 dicembre 2010
di Maurizio Boscarol
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Conferenza d'infanzia
Stefania
dr. Nostradamus
Il vostro prode dr.B si trasforma in analista politico, e la spara là. Mettetevi ben seduti, che ve lo dico.
Il progetto del Cav è quello di “unire i moderati”: cioè di rifare la DC. Assorbendo, unendosi, disinnescando (ditelo come volete) il terzo polo. Anche perché il problema posto da Fini, al di là dei personalismi, è politico: e il Cav lo sa bene, perché un’area che si riconosce nei “popolari europei” per tipo di politiche esiste fuori dal PDL, e per lui è un pericolo. Lo ha detto proprio oggi, lo si trova su vari siti. Ergo, la Lega si staccherà. E’ possibile che in cambio di questo agglomerato (che avrà un nuovo nome, suppongo) lui possa anche fare un passo indietro se ottiene garanzie di qualche tipo. Non è detto riesca, ma è certo che ci provi…
L’opposizione del PD è ferma a tentare di impedirlo (parla di alleanze con il terzo polo, via Vendola e DiPietro), ma solo perché non ha alcun altro progetto. Non vuole, come sperano molti elettori PD, far fronte comune con Centro + Vendola e Dipietro. I dirigenti del PD farebbero carte false per andare solo con il Centro. E se il Cav riesce, questo progetto rischia di andare in fumo. Ecco perché oggi si affrettano a parlare di alleanze con il Terzo Polo: rischiano di rimanere senza minestra.
A quel punto non mi sorprenderebbe se, non riuscendo a impedire la nuova “casa unica dei popolari”, il PD si alleasse con questo agglomerato (e il requisito del “via il Cav” sarebbe a quel punto la foglia di fico per accettare) per un “governo di unità nazionale”. Allontanerebbe elezioni e resa dei conti, in attesa di trovare strategie alternative.
Fuori dal governo solo la Lega, DiPietro e Vendola. Berlusconi non ha alcuna intenzione di andare ad elezioni, se qualcuno gli offre una via d’uscita migliore. Non sono in grado di entrare nei dettagli di quale possa essere tecnicamente la via d’uscita per lui. Ma se lo vogliono tutti, si trova.
16 dicembre 2010
di Maurizio Boscarol
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Evidenze
La vignetta di oggi su FFWM
15 dicembre 2010
di Maurizio Boscarol
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Scherzetto
14 dicembre 2010
di Maurizio Boscarol
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Premuroso
3 dicembre 2010
di Maurizio Boscarol
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Doni di dio
Giusto un memento su cos’è la Russia di Putin. Su FFWM di oggi.
Pet and friend
Giurin giurella
Strategie
25 novembre 2010
di Maurizio Boscarol
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Chiedi e ti sarà dato
Su FFWM di oggi.
16 novembre 2010
di Maurizio Boscarol
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Tradimenti
13 novembre 2010
di Maurizio Boscarol
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La protesta dell'immigrato
12 novembre 2010
di Maurizio Boscarol
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Il gioco del cerino
…ecco, questo è il lato B. Sul momento avevo dei dubbi sulla metafora. Ma, guardacaso, poi ieri si è scoperto proprio che la Lega, complice anche l’alluvione in Veneto, forse non è poi così entusiasta di andare alle elezioni, e potrebbe giocarsela in proprio se capisse che per lui non c’è speranza… Se fosse così, potrei dire di averlo quasi predetto. Fingendo, ovviamente: non ne avevo la più pallida idea, quando l’ho fatta…
Ma quale crisi!
Nuovi aiuti
Mafia e nuvole
Fatta (amaramente) per il weekend di FFWebMagazine. Sono sicuro che l’idea dei due che parlottano da lassù non sia nuova (almeno, io mi ricordo di averla già vista), e citerei volentieri la fonte d’ispirazione, se solo me la ricordassi. Avrei giurato il bravo Mauro Biani, ma non riesco a trovare l’eventuale vignetta. Forse non era lui. Chi sa, parli.
PS: E mi segnala Fabrizio Rossellini di averne fatta una praticamente identica, sebbene con variante grafica. Un altro caso di variazione sul tema, cosa di cui avevo parlato a proposito di Vauro-Masi.
3 novembre 2010
di Maurizio Boscarol
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Fuga dalla realtà
1 novembre 2010
di Maurizio Boscarol
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Sempre di buonumore, lui
Orgoglioni
Voglia di andare
Fatta per FFWM. Fiat Antigua: non sorprende anche voi quanto sia un nome perfetto per il prossimo modello torinese?
25 ottobre 2010
di Maurizio Boscarol
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Mai detto.
12 ottobre 2010
di Maurizio Boscarol
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Alta cucina istituzionale
5 ottobre 2010
di Maurizio Boscarol
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Nel frattempo, nei corridoi della Camera...
Le conseguenze della bestemmia
25 settembre 2010
di Maurizio Boscarol
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Statista moderno
14 settembre 2010
di Maurizio Boscarol
1 Commento
Gheddafi ne ha tenuto conto
8 settembre 2010
di Maurizio Boscarol
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Visioni di fine estate
31 agosto 2010
di Maurizio Boscarol
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Ghe pensi mi!
25 agosto 2010
di Maurizio Boscarol
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Giochi d'agosto
24 giugno 2010
di Maurizio Boscarol
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Fuori dai mondiali
L’Italia è fuori dai mondiali. Ma un attimo prima che iniziasse il processo a Lippi, Berlusconi lo ha nominato Ministro all’Innovazione dell’Attuazione, un ministero talmente insensato che Brancher si è sentito offeso.
Fini si lamenta: “Non era per questo che avevamo fatto il legittimo impedimento”. Berlusconi: “Sono d’accordo, non era per Lippi.”
Né per Brancher: ma se c‘è un fucile in scena, prima o poi qualcuno spara.
La delusione della nazionale di Lippi è la metafora dell’Italia. Alberoni lo aveva previsto: i personaggi più rivoluzionari sono quelli che sbagliano e falliscono per troppa sicurezza e arroganza, aveva scritto solo lunedì scorso. Sorpresa nel mondo editoriale: Alberoni che azzarda una larvata critica a Berlusconi? Ora finalmente è tutto più chiaro.
(Update: Anche Giannelli sul Corriere ha usato la stessa idea d’inizio pezzo, con Lippi che dice che ora vuole fare il ministro: rifiuta i processi. Non era difficile. Il collegamento è riuscito persino a Bersani, che dice che fra l’uscita dell’Italia dai mondiali e la nomina di un ministro per sfuggire ai processi la vera vergogna è la seconda. E aggiunge che bisogna cambiare l’allenatore che conta in Italia. Ma lì non vale: Bersani è una pippa, a calcio).
21 giugno 2010
di Maurizio Boscarol
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Luttazzi Presidente del Consiglio
Pare che i tecnici del nuovo Presidente del Consiglio Daniele Luttazzi abbiano scoperto che su youtube ci sono le traduzioni di 10 milioni di comici americani, tutte non autorizzate. Il governo ha annunciato che presenterà subito una legge contro le traduzioni.
No, scherzo. Per fortuna c‘è gente seria al governo.
17 aprile 2010
di Maurizio Boscarol
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La solita storia
Che noia. Che barba. Che noia. Fini litiga, si mette a fare i gruppi parlamentari suoi. Poi con un colpo di mano, Fini, D’Alema, Casini e Rutelli fanno una legge elettorale proporzionale togliendo il premio di maggioranza. Si va alle elezioni e a quel punto…
Arriva la solita scomunica papale e rivince Berlusconi.
Che barba. Che noia. Che barba.
24 marzo 2010
di Maurizio Boscarol
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Il consenso è un mestiere difficile
E’ per questo che Berlusconi ha bisogno di tanti soldi per mantenerlo. A volte non bastano. Bisogna volar più alto. Sconfiggere il cancro, la mafia. Insomma, sostenere le cure omeopatiche. A volte non basta ancora.
Ieri mi telefona e mi fa: “Maurizio, perché non passi da me con quella tua bella statuetta che avevi l’altro giorno sul comodino?”. Tengo sul comodino una riproduzione della Tour Eiffel: mi piace appenderci l’orologio quando dormo.
“Che vuoi fartene? Puoi comprarti tutti i souvenir che ti pare”, gli rispondo. Ma lui niente, vuole ad ogni costo che ci vediamo. Perché tanta insistenza? E sarà prudente andar da lui con una statuetta? Per farci che, poi? Non capisco.
Così ho deciso. Ci vado. Ma dopo le elezioni. E gli porto una statuetta della Tour Eiffel, ma di marzapane. Io sto più tranquillo. Lui si consola. E male che vada la statuetta me la mangio io: adoro il marzapane!
Il dottor Boscarol vince il primo round della Caverna, concorso satirico del Foglio giudicato da Vincino!
Ok, ho vinto. E’ ufficiale, sono pagato da Berlusconi. L’avevo già anticipato, e qualcuno di voi, scettico, ne aveva dubitato. Ah! Mai sottovalutare il vecchio dottorB!
E così, lemme lemme, il vostro affezionato dottor Boscarol si aggiudica a sorpresa la prima settimana del concorso di vignette satiriche indette nientepopodimeno che da… Il Foglio! Ebbene sì. Sono passato al nemico? Naa. Con Ferrara ci conosciamo da anni, ve l’ho detto.
E comunque sono in buona compagnia: anzitutto quella del grande Vincino, che, giudice benevolo della mia vignetta, bontà sua, rimane uno dei più grandi e lunari commentatori politici italiani, giacché definirlo vignettista è riduttivo, dato che non cerca la battuta, ma la svisata, il commento e lo sberleffo quotidiano su una tale quantità di temi che è più opportuno definirlo commentatore. Drogato di lavoro e non voglio sapere di cos’altro, il nostro Vincino trova dunque il tempo anche per chiamare a raccolta giovani e meno giovani commentatori grafici in erba, sotto l‘ègida del Sovranno Sommo, o forse alle sue spalle. Anche se a questo punto non è chiaro quale ramo della famiglia B. stia pagando. Io comunque sono sempre stato di tendenza Veronica (che è proprietaria di una quota societaria del Foglio, per i pochi di voi che non lo sapessero).
Morale, 300 euro in meno sul conto del gruppo Fininvest e 300 in più sul mio, dicendo quel che penso. Anche Robin Hood ha cominciato così. Ed è più di quanto non vi capiti quotidianamente in ufficio, cocchi. Non l’avevate mai vista così, eh?
Il caso Mills
La verità è che Berlusconi non ha mai corrotto Mills. Ha corrotto me. Affinché montassi il caso Mills. A scopi propagandistici, per tornare finalmente a far la parte del “chiagne e fotte” che tanto gli aggrada. Un po’ tortuoso, ve lo concedo, ma lo sapete che il premier non sta bene.
Io, che ho buoni addentellati in Repubblica, ho dato quattro dritte a Giuseppe D’Avanzo, che conosce il cugino del nipote di terzo grado della cameriera della Gandus. Il resto è stato un gioco da ragazzi.
D’altra parte, come pensate si possa vivere facendo il vignettista satirico senza un 600 milioni di euro da parte? Per pagarsi le querele, o meglio, per corrompersi i giudici una volta querelato. Berlusconi in questa storia non vuole entrare. Se si sapesse che paga un disegnatore satirico per sputtanarlo ad arte, la sua immagine, così finemente costruita negli anni, ne risulterebbe irrimediabilmente corrotta. Ops. Volevo dire violata. Ops. Volevo dire minata.
Non dite niente a quelli di Studio Aperto, naturalmente, per i quali non è successo niente. Svegliateli quando il governo è caduto, fra qualche mese. Ditegli che è stato un sogno. Che possono tornare a fare i giornalisti, se mai lo volessero davvero.











































































