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Minolandia (e considerazioni sui disegni con l'iPad)

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Annullato il programma di Minoli. Al suo posto Silvio con La storia sono io.

Disegno fatto sull’iPad. In molti mi chiedono: dottorB, perché non ci racconta come si disegna sull’iPad?
Be’, ok, ho giusto una mezz’ora libera. Grazie per avermelo chiesto. Ora scusa, ma per continuare devo posare lo specchio.

  1. La prima importante osservazione è che l’iPad non disegna al posto nostro. L’avevan promesso, ma per ora niente: bisogna mettersi lì e muovere la mano proprio come avveniva nella preistoria. L’unica novità è che nella preistoria non esisteva la funzione “undo”, anticipata dall’arcaica funzione “gomma pane”. Molto meglio “undo”.
  2. Nonostante l’assenza di sensibilità alla pressione (tipo le tavolette Wacom), si riesce a simularla abbastanza bene con le applicazioni giuste. Questo disegno (e altri sul sito) è stato fatto in Procreate, che ha alcuni pennelli che simulano la pressione con la velocità. C’è da prenderci un po’ la mano, ma il risultato non è male. E’ solo un po’ meno immediato, nel senso che bisogna lavorarci di più, magari ripassare il segno. Quindi il disegno diventa abbastanza lento, anche se è possibile che sia solo una questione di pratica.
  3. La Wacom Bamboo è la miglior stilo per iPad che abbia provato. Ben bilanciata, ha un’impugnatura bella grossa, a differenza di quasi tutte le stilo per Tablet PC.
  4. La sorpresa più grossa è che rispetto alle tavolette Wacom, mi trovo persino meglio con le stilo gommose (come la Bamboo, appunto), quelle con la punta grossa e morbida, di scarsa precisione e che sembrano un muffin in miniatura, ma meno gustose (sì, le ho provate, ma solo dopo che si erano rovinate). La ragione è semplice: le penne Wacom (o di marche alternative, ma è troppo lungo per parlarne qui) sono rigide, hanno scarso attrito, scivolano via e richiedono perciò maggior controllo del braccio. Le penne gommosette invece hanno una sensazione tattile più naturale. Ti ci puoi “appoggiare”. Non sembra di disegnare con un pennello, ma piuttosto si avvicinano alla sensazione del gessetto. Non che io abbia mai disegnato con il gessetto, a parte alle elementari, ma è una sensazione più naturale.
  5. I limiti sono due: il tempo (si disegna più lentamente, specialmente i dettagli e le righe sottili) e la risoluzione. Benché sia riuscito a far pubblicare su carta vignette fatte con l’iPad (all’insaputa degli ignari direttori…), bisogna ricorrere ad un po’ di armeggi fotoshoppici per far notare meno possibile l’ingrandimento. Però è vero che io ho iPad 1, che è vecchio e stanco, e che nelle novissime versioni pare si possa a) disegnare col pensiero; b) usare in Procreate risoluzioni altissime, per fare anche cartelloni stradali, di cui pare ci sia una certa richiesta nell’ecosistema Apple.

Non so se questo significa che si potrà un giorno fare a meno dei disegni con i computer più grandi. Le app hanno ancora i loro limiti, oltre ai loro pregi. I software desktop sono in generale meglio. Anche se magari troppo complessi, difficili da padroneggiare, consentono però maggior editing. Ma per chi deve solo fare vignette, di dimensioni non eccessive, e potersi spostare, iPad è una soluzione interessante.

Finché non proverò il Samsung Galaxy Note 10.1. Che però ha quelle fastidiose pennette piccole e con la punta di plastica. Chissenefrega del multitasking, della memoria, della velocità: ci mettessero una bella gommetta sopra, allora sì che lo comprerei subito.